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Cremonese-Torino 1-2, punti che aiutano a crescere

Cremonese-Torino 1-2: qualche spunto dal match dello Zine, dove i granata si portano a casa tre punti con un finale in apnea

Cremonese-Torino era stata presentata come la classica partita trappola, di quelle che arrivano nel momento in cui sei chiamato a dare risposte concrete in campo, in termini di gioco e risultati. Un esame, insomma, che il Torino ha superato quasi a pieni voti. Il quasi è d’obbligo per due motivi: il primo, banalmente, è rappresentato dal fatto che nel calcio si può sempre crescere e migliorare; il secondo, invece, riguarda una questione legata al finale in apnea passato quando le gambe sono cominciate a mancare.

Fortunatamente, la testa ha continuato a funzionare. E così il Toro si è portato a casa dallo stadio Zini tre punti fondamentali, che mantengono i granata imbattuti e permettono a Juric di preparare la trasferta infrasettimanale di Bergamo in tutta serenità. Mentre gli ultimi giorni di mercato potrebbero, come no, portare ancora qualche novità in un incastro di porte girevoli tra entrata e uscita, il mister si coccola il gruppo e accarezza i singoli.

Cremonese-Torino, c’è chi deve crescere

La prima pacca è per Linetty, diventato di colpo – dopo le uscite di Pobega e Mandragora – la prima alternativa a centrocampo, titolare dopo le bizze di Juric e non perfetto nella trasferta di Cremona. Sulla prestazione del polacco pesa un gol clamoroso mangiato a tu per tu con Radu, ma anche la palla persa che porta al gol grigiorosso, più un paio di svarioni che potevano costare cari. Eppure l’ex Samp ha conquistato anche Juric, per spirito di abnegazione e capacità di stare sul pezzo.

Linetty rientra nella categoria del Toro perfettibile, quello che potrebbe dare di più e si spera possa arrivarci, col passare delle giornate e di una condizione fisica destinata a crescere. Lui, così come Singo – la cui prestazione non può essere giudicata da 6 in pagella solo per quel bel numero alla Holly e Benji del primo tempo -, Ola Aina e Sanabria hanno bisogno di aumentare di giri per dare più efficacia all’uscita della palla, cosa che è mancata nell’ultimo quarto d’ora di apnea di Cremonese-Torino.

Dove, però, fino al gol di Sernicola a recriminare possono essere solo Rodriguez e compagni, ancora una volta capaci di creare almeno sette o otto situazioni da gol pulite. Il problema è sempre lo stesso: si fatica a capitalizzare. E quindi capita che, magari, la squadra arrivi bene, in maniera fluida ed efficace nell’ultimo terzo di campo, ma poi manchi sempre e comunque la rifinitura giusta o si fallisca un’occasione da gol che ti permetterebbe di chiudere i giochi ed evitare inutili sofferenze.

Radonjic e Schuurs, che prestazione!

All’inizio della ripresa Radonjic, Linetty e Sanabria si mangiano il gol del raddoppio, poi fortunatamente arrivato grazie a un’azione da applausi imbastita e conclusa dallo stesso talento serbo coadiuvato dalla rifinitura di Vojvoda, ma il Toro avrebbe spazi e possibilità per dilagare anche dopo. Non lo fa, e la squadra di Alvini rientra così in partita, sfiorando anche il clamoroso pareggio nel finale in un paio di circostanza con un, fortunatamente, impreciso Dessers.

Tra le note positive, oltre al solito Radonjic che ormai va apprezzato per quello che è (testone, talvolta egoista, ma capace di giocate spaziali), c’è da registrare la buonissima prova difensiva, sia a livello di squadra – per movimenti e gestione del finale – e sia nei singoli. A Cremona Buongiorno ha nuovamente fornito un’ottima prova, macchiata da un’ammonizione che ha costretto Juric a cambiarlo. E, mentre Rodriguez non fa più notizia per la sicurezza che infonde al reparto, anche Schuurs ha ‘bagnato’ positivamente il suo esordio.

Il centrale olandese in Cremonese-Torino è partito dal primo minuto, ma non nel ruolo di centrale perché Juric, pur capendo che la partita si prestava per cominciare a fargli prendere confidenza con il campo, ha capito che l’inserimento graduale poteva avvenire sgravandolo dal difficile compito di gestire l’intero reparto. A quello ci si arriverà, ma con molta calma. E così l’ex Ajax ha fornito una prestazione completa, come testimoniano i dati e le statistiche messe insieme nel 95 minuti di gioco.

Dominante di testa, preciso negli anticipi e in marcatura, meno timido col passare dei minuti nel proporsi in attacco: l’impressione è che Juric abbia un buonissimo prospetto a disposizione, sul quale lavorare. Lo stesso discorso, ma su altre aspettative e fasce di responsabilità, vale per Vlasic, giocatore che giocoforza dovrà in fretta far girare di più e meglio la squadra.

In attesa di Vlasic

Il croato è ancora in rodaggio, si vede, ma gli sprazzi di calcio che regala in Cremonese-Torino rendono bene l’idea della pepita che i granata si sono ritrovati in casa. Ottima la sua partita a schermare l’impostazione bassa avversaria, bene il primo tempo – impreziosito dal (quasi) gol – a livello di movimenti, meno la ripresa con il calo fisico arrivato alla distanza. Lui e Radonjic, in attesa del ritorno di Miranchuk, dovranno però prendere la squadra per mano per farle fare il salto di qualità.

Più in generale, è da queste partite che passa la crescita di una squadra, il percorso di un gruppo che, nello specifico, è uscito profondamente modificato dalla sessione estiva di mercato. Come sempre al centro di tutto dev’esserci il tempo: ne serve tanto, assieme alla pazienza, per vedere il lavoro di Juric dare i propri frutti. Altre alternative non ne esistono, ma in una stagione così particolare trovare continuità è fondamentale. In attesa, ovviamente, di capire se il mercato regalerà ancora qualcosa.

Andrea Bracco

Andrea Bracco

Cuneese granata e granata cuneese. Tifo Toro e ne parlo, spesso a sproposito, su Youtube.