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Torino-Lazio 0-0, tra limiti e recriminazioni

Torino-Lazio 0-0 si è rivelato un vero e proprio spot su quello che è, esattamente, il Toro attuale. La squadra di Juric gioca un ottimo primo tempo, ricama gioco, arriva fino al limite dell’area di rigore avversaria ma poi, proprio come lo scorso anno, manca di qualità in rifinitura. L’impressione, vedendo il Torino, è infatti quella di una squadra alla quale manca sempre il centesimo per fare l’euro. E, infatti, quella contro la Lazio è stata la partita delle contraddizioni.

Torino-Lazio 0-0, il match dei rimpianti

Pareggio giusto, ma con Provedel inoperoso. Milinkovic-Savic (finalmente) efficace, ma tutto sommato si è concesso poco. Ottima fase difensiva per quasi tutto l’arco del match, senza però incidere davanti. Trequarti e attacco imballati, ma con qualche spunto che fa ben sperare per il futuro. Insomma, una miscellanea di eventi che da un lato certifica la quadratura del Toro, mentre dall’altra evidenzia come, purtroppo, questo gruppo non sia ancora in grado di vincere partite ‘sporche’.

La domanda è: perché? Ha risposto Juric nella conferenza stampa postpartita: manca ancora qualità. Certo, lui non lo dice apertamente per non mancare di rispetto a chi, tra limiti vari, sta comunque lottando su ogni pallone dando dignità a una società molto simile a una scatola vuota. Però lo pensa, e tra le righe lo si legge chiaramente. Vuole ancora qualcosa: un centrocampista, pur con la conferma di Linetty, un trequartista e, in cuor suo, spera che Zaza si convinca ad andare via per aprire all’ingresso di una punta.

Una difesa solida e quadrata

Servono gli incastri giusti, bravo dovrà essere Vagnati nel trovarli. Nel frattempo ci sono da registrare le solite cose buone, mixate ad altre sicuramente perfettibili.Dietro il Toro regge bene anche in emergenza: dopo Monza, dove sulla linea dei centrali era stato addirittura schierato Adopo, il rientro di Buongiorno è stato provvidenziale. Schierato centrale nei tre dietro, il classe 1999 ha disputato un’ottima partita, concedendo a un cliente scomodo come Immobile molto poco.

La prestazione di Buongiorno incoraggia per il futuro, come testimoniano le parole di Juric. La presenza di Djidji e Rodriguez, entrambi monumentali, lo ha senz’altro aiutato, e l’impressione è che – in attesa del recupero di Zima e dell’innesto di Schuurs – Juric possa affidarsi a un ragazzo granata che il Toro ce l’ha dentro sin da quando era bambino, sfruttandone il fisico, l’aggressività in campo aperto e la buona tecnica di base, evidenziata più volte quando lo stesso Buongiorno è stato schierato da braccetto di sinistra.

Torino-Lazio è stata anche la partita, seppure indirettamente, di Sasa Lukic: il serbo è entrato a metà ripresa e sembra che l’episodio pre Monza sia ormai da derubricare a parentesi. In realtà così non è, ma se ne occuperà la società. Juric è stato chiaro parlando di perdono e del fatto che lui non ha problemi col calciatore. Che, al momento del suo ingresso in campo, è tornato a fare quello per cui ci aveva abituato lo scorso anno.

Palla gestita con ordine, coperture, tempi dettati da vero playmaker, diventando un’alternativa preziosa al fin lì quasi perfetto Ricci. Al Torino Lukic serve, e viceversa: per altre questioni, come quella – delicata – legata al rinnovo di contratto, se ne parla più avanti.

Singo e l’attacco: situazioni da definire

Poi ci sono anche le note dolenti, in un Torino-Lazio che complessivamente ha messo in evidenza pregi e mancanze di entrambe. Singo è stato il peggiore in campo: l’involuzione di questo ragazzo è preoccupante e si spera sia solo questione di preparazione fisica. Si propone poco, non forza mai la giocata, ha smesso anche di inserirsi in area avversaria. Conoscendo Juric, lo proteggerà senza però assicurargli il posto da titolare a prescindere.

Meglio Aina sulla fascia sinistra, pur senza brillare particolarmente. L’asse con Radonjic ogni tanto si accende e i due creano buoni presupposti per andare a dama. Poi, purtroppo, spesso viene sbagliata la scelta finale. Anche Vlasic è ancora poco incisivo dalla trequarti in su, anche se va detto che il suo lavoro di schermatura su Cataldi è stato molto prezioso. Lui e Sanabria, senza palla, hanno pressato senza sosta precludendosi così la lucidità necessaria per colpire la porta di Provedel.

Per ora, però, le cose stanno così: in attesa di qualche botto finale di mercato il Toro è questo, ma la gente ha apprezzato l’impegno e chiuso con una pioggia di applausi scroscianti una serata che, con un po’ di attenzione e fortuna, sarebbe potuta diventare magica.

Andrea Bracco

Andrea Bracco

Cuneese granata e granata cuneese. Tifo Toro e ne parlo, spesso a sproposito, su Youtube.