Radio Granata

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La prima di Bugnolandia è il commosso ricordo di Claudio Garella, portiere cresciuto nelle giovanili del Toro e prematuramente scomparso.

Ci sono giocatori che sentiamo “nostri” pur avendo giocato una pochissimo con la maglia granata. Claudio Garella fa parte di questo club. Giovanili, esordio in prima squadra (pochi minuti per sostituire Castellini ko a Vicenza nel 72/1973) e poi a cercare gloria altrove. Eppure l’abbiamo sempre considerato nostro, un vecchio amico da rivedere volentieri e lo stesso faceva lui quando veniva invitato sulle tv locali a parlare di Toro. Si finiva sempre a parlare di quel Toro-Verona 1-2 in cui lui e i pali ci negarono il successo. Glielo si rinfacciava bonariamente, come quando, appunto, un amico ti batte a carte.

Una parata che vale un sorriso

Non era una partita a carte, ma serie A. E quel giorno contribuì a farci arrivare secondi dietro quell’incredibile Verona di Bagnoli, un meccanismo perfetto con un portiere mostruoso in tantissime occasioni. Contro la Roma, per esempio, dove si oppose in ogni maniera lecita agli attacchi giallorossi salvando lo 0-0: Galeazzi, negli spogliatoi, lo battezzerà Garellik. Un altro dei momenti clou fu ancora a Torino, ma contro la Juventus, partita a cui si riferisce la foto allegata, presa dal servizio di Carlo Nesti per la Domenica Sportiva. Dopo l’ennesimo intervento in una prima frazione in cui viene letteralmente bombardato, Claudio si rialza, guarda la palla appena deviata finire in calcio d’angolo e quasi le sorride.

Claudio Garella, l’estro del Portiere

Al tricolore veronese segue quello di Napoli. Si dice che Maradona fu tra i più felici del suo acquisto, memore di una gara contro i gialloblù dove, tanto per cambiare, Garella fece il fenomeno. Il dieci maggio 1987 Claudio Garella si cuce il tricolore sul petto eguagliando, come ricorda Giuseppe Pastore, Eraldo Mancin, sin lì unico a vincere il campionato per due volte lontano da Torino, Milano e Roma.

Nell’88/89, in Udinese-Cremonese, para un rigore allo scadere a Cinello, ma quel giorno passa alla storia per un intervento quasi in rovesciata a respingere una punizione di Piccioni. Negli spogliatoi dirà “C’è stato un pizzico di fortuna, ma torno a ripetere questo estro qua non ce l’hanno tutti, ce l’ho io”. Ed è per questo che mancherai a tantissimi. Ciao, Garellik.

Francesco Bugnone

Francesco Bugnone