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Ventura e il Diretur al Mamma Cairo

La mia esperienza con (il Mamma) Cairo

Il Tridente d'Acciaio è stato al Mamma Cairo ed ha avuto numerose risposte sull'attuale stato di salute di un Toro sempre più assente.

Il tridente di acciaio di Radio Granata si è riunito al Memorial Mamma e Papà (e Bisnonna e Prozio) Cairo nella giornata del 6 agosto 2022. A Quattordio (AL), Io, Albe e Ale eravamo pronti a fare il delirio, ma fin dalla partenza le cose promettevano abbastanza male. Una piovera ha interrotto la calura estiva e rotto il mio progettino di contestazione, ovvero distribuire a tutti delle sacre bottigliette d’acqua gratuite, in cambio solo di un saluto a noi ed una frase sulla dirigenza del Torino FC S.p.a a Socio Unico. Peccato, un metodo per spezzare la calura, interrotto da madre natura.

Caciara Granata

Così, la tribuna del Mamma Cairo è pronta lì per noi. Però, attenzione, è chiusa, o meglio è aperta ai soli accreditati et similia. Le facce conosciute sono lì pronte per essere scrutate da aldilà la griglia: Ludergnani, Venera, Staff Vario. Una risma di scelte magnifica. Il pubblico è così relegato dalla parte opposta, dietro le panchine delle due squadre: non poteva andare meglio.

Dallo zero al novantesimo minuto cerchiamo di dare un “tono giusto”, piazzandoci un metro dietro a Mister Scurto. L’Ex Roma classe 1984 è ben poco contento di molti dei suoi interpreti, tanto che a fine gara ha salomonicamente affermato “potrei andare a giocare io”. Nel dubbio, ci dissociamo da quanto affermato. Comunque, cerchiamo di fare show e di stimolare un po’ l’ambiente. Tuttavia, nonostante gli sforzi, questo rimane praticamente spento.

Mamma Cairo, Questione di Dettagli

Dopo 90 minuti di sabauda locura, arriva il tempo di andare da Cairo. Ci piazziamo lì, fuori dal cancelletto delle personalità, aspettando il momento dell’uscita della créme dal Sillano di Quattordio. Prima di arrivare al dunque, elenchiamo una sequela di robine simpatiche che qualsiasi presente poteva eccepire.

  • L’inimitabile Audi A8 di Cairo ha i sedili posteriori divisi da una pila di libri alta come il sedile. Ora, io non so se sono parte del paramento dell’auto, ma di sicuro è una cosa simpaticamente inusuale.
  • Erano presenti, tutti, e dico tutti, i figli ed i nipoti di Cairo. Sembrava uno di quelle riunioni di famiglia molto agresti che a me, francamente, piacciono molto. Mattatore assoluto al Mamma Cairo tra gli eredi della stirpe è Federico Cairo, figlio maggiore di Urbano e praticamente la sua copia migliorata negli atteggiamenti e nei modi di fare. Per ora, è Arbitro Effettivo della Sezione AIA di Milano, pertanto un suo coinvolgimento nell’immediato futuro nel Toro è da escludere completamente. Peraltro nella sezione milanese ricopre il ruolo di collaboratore della comunicazione.
  • Argomento Mario Pagliara, giornalista della Gazzetta conosciuto per i suoi articoli molto favorevoli nei confronti del Torino FC. Anche qui, tutto avviene alla luce del sole: per definire un grado di dialogo, Alberto Castino lo ha definito “Il fratello maggiore tra i figli di Cairo” e non mi sento di dargli torto. Saluti ed abbracci con tutti, dal suo presidente fino al contorno familiare, amicale e societario. Raramente ho visto un giornalista avere un così buon rapporto con il proprio editore e/o con una società sportiva. Chapeau!
  • Assenti Davide Vagnati e Emiliano Moretti. Magari si stavano facendo i cavoli propri o della società lontano dal Mamma Cairo. Voci maliziose dicono addirittura che Vagnati sia ormai ai titoli di coda.

Per sintetizzare, anche a fine partita il clima di attesa nei confronti dei VIP è quello di assoluta pace. Presenti cinque steward della Gi Group, una decina di ragazzini un po’ spaesati e ben pochi quanto pacifici tifosi di ambo le squadre. Noi tre continuiamo a buttarla in caciara quel tanto che basta da non farci cacciare perché all’incontro con Cairo ci teniamo particolarmente.

L’incontro

Ed eccoci qui, al momento del faccia a faccia. Sono un po’ titubante: non ho idea, tra le mille cose che mi passano per la mente, che proferirgli. Un insulto grave? No, andrei immediatamente al suo livello. Un commento positivo? Certo che no! Alché, ci penso su velocemente e mi dirigo deciso verso il nemico di tutti noi, sperando che il mio mix riesca.

  • Direttore, con fare fermo: Presidente, faccia di tutto per farci migliorare. Se ritiene di non farcela, si faccia aiutare.

Nel frattempo, un paio di temibili Steward si avvicinano.

  • Cairo: Sguardo perso nel vuoto, bocca inespressiva con labbra un poco all’infuori, atteggiamento rilassato, quasi catatonico.
  • Direttore, attendendo: “…Ok?”
  • Cairo: Senza proferire parola né cambiando espressione, cenno con il capo, rientra in auto.

Dopo aver finito il confronto, Cairo è stato a guardarmi per 10 secondi buoni, fisso. Non so il perché e nemmeno mi interessa particolarmente.

Assenza fondamentale

Ora, che forse non abbia scelto le cose più incisive da dire questo è fuori discussione. Ci avevano già pensato altri tifosi il giorno prima a dirne due simpatiche, ma Cairo ha reagito ridendo e glissando con un “Va bene”. Ecco, di farmi ridere in faccia anche no. Video qui sotto!

Qui Cairo reagisce come se gli avessero appena chiesto “con 1€ in più c’è la spremuta, aggiungiamo?”

Ciò non di meno, l’idea scaturita dai pochi secondi di confronto con Cairo è quella di una persona positivamente assente. Impalpabile, impercettibile, ma non per questo sulla difensiva oppure negativo, Come se fosse un bimbo in età prescolare senza strumenti per comprendere azioni e situazioni intorno a sé. Ovviamente, prima che gli avvocati di Cairo Communication arrivino a prendermi con gli elicotteri, mi riferisco al rapporto con l’ambiente granata.

Probabilmente, fossi arrivato faccia a faccia con lui e gli avessi detto “quando è che te ne vai, stronzo?” avrebbe reagito allo stesso modo. Se gli avessi detto “Bravo Presidente”, pure. Così come nei confronti dei ragazzi che hanno chiesto se con i soldi di Bremer si comprasse Novella 2000. Una persona presente avrebbe risposto anche con una certa comprensibile riluttanza, lui invece ha riso.

Pillole di consapevolezza per sopravvivere

Questa notte ci ho dormito su. Così, quello sguardo perso troneggiate sul quel viso pacioccoso ha dato una risposta.

Nulla serve, nulla è utile, per cacciare Cairo. Perché a lui di ciò che accade intorno al Toro non interessa assolutamente nulla.

A mio parere, vi è stata una dissociazione mentale ad un certo punto della sua carriera da presidente: compreso di non poter più recuperare la “stima” legata alla sua azione da presidente, ha deciso di annullarla per mantenere la stabilità mentale. Ha le sue presupposte convinzioni e programmi, che reggono finché ci guadagna nei termini che lui ritiene opportuni, senza più curarsi se per i tifosi vadano bene o male. Insomma, il Torino FC è il suo giochino.

È una sconfitta? Sì, per l’idea di Toro popolare che tutti noi abbiamo, è cocente ed irreversibile. Tuttavia, visto che ne siamo tifosi e fratelli di Fede, come sopravvivere con questo Toro? Semplice, Come rende ognuno di noi felice.

Fuori da schieramenti, patenti di tifo e partigianerie. Andare allo stadio senza paura di sentirsi dare dei cairoti che sovvenzionano l’impero del male, per esempio. Oppure optare per una contestazione “spirituale” (per il bene della squadra, per il volerla vedere prosperare etc.) senza temere di sentirsi dire che “se non ti schieri, sei dalla sua parte”. Oppure fare come si pare, basta che quando si pensi al Toro la prima sensazione non sia negativa.

Perché non sarà più l’azione di nessuno di noi a cambiare le cose. Non a Torino sponda granata, quantomeno. Pertanto, se le cose non torneranno mai come prima, perché essere incazzati, delusi e inermi? Si può disprezzare l’operato di Cairo e tifare Toro, tranquilli, sereni e magari emozionandosi pure. Chi dice che così facendo “si è complici” vive in una dimensione che sinceramente non è la mia.

Mamma Cairo, il gran finale

Del Cairo catatonico e di ciò che ne consegue ne abbiamo già parlato. Ora due pillole da altri elementi con la quale abbiamo discorso. Ci dissociamo dalle affermazioni fatte.

Ludergnani

  • Direttore, cortesemente ma di soppiatto:Materiale umano poco, eh”.
  • Ludergnani, con sincerità: “Eh i migliori sono con la prima squadra!”
  • Direttore, platealmente: “Bravo, ottima risposta!”

Ottima risposta che delegittima tutti i presenti e che getta ombre sulla futuribilità degli elementi in campo.

Ventura

  • Direttore, platealmente: “Scusi Mister, possiamo fare un video saluto per un mio amico?”. L’amico di cui parlo è Stefano Gurlino, elemento onorario della Radio che ha per Giampy un morbido interesse, forse per le origini comuni.
  • GPV, spudoratamente alla Ventura: “Noooo, niente video che poi va sull’internet e fanno cose e lo modificano. Foto sì però”

La foto è quella della copertina. La mia espressione parla da sé.

El Diretur

El Diretur

Fonda Radio Granata insieme con Giacomo Corongiu, la fa crescere insieme con Alberto Castino e dal 2020 si ritrova con in mano un mostro demenziale ma amato da tutti. Disprezza l'operato di Cairo tanto quanto rifiuta quelli che si credono oltre al Toro.