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Torino-Napoli 0-1: Juric ‘chiama’ Cairo

Torino-Napoli finisce 0-1: granata condannati da un errore, ma a far discutere sono le parole di Juric verso la società

Torino-Napoli era una partita che in palio non metteva nulla ma, in compenso, ha lasciato strascichi di discussione per ciò che Ivan Juric ha detto prima e dopo il match. I messaggi del mister alla società hanno rappresentato fonte inesauribile di considerazioni in un weekend nel quale, dopo un buon filotto di risultati positivi, i granata sono tornati a perdere una partita.

La squadra lo ha fatto davanti a uno stadio tirato quasi a lucido, con 15mila persone a riempire gli spalti dell’Olimpico Grande Torino a pochi giorni dal 4 maggio, bello e intenso come sempre. Juric ha voluto cavalcare l’onda emotiva del momento, chiedendo ancora una volta alla società sforzi importanti per puntellare, in maniera funzionale, una squadra che in questa stagione ha fatto intravedere cose interessanti.

Juric chiede di più: le parole dirette a Cairo

Le basi ci sono, ora serve crescere. È questo il sunto delle parole del mister, che nella conferenza stampa prepartita aveva quasi ammonito il club ammettendo, di fatto, di aver ottenuto il massimo con la rosa a sua disposizione. Poi, al fischio finale di Torino-Napoli, ha ribadito il concetto tirando in mezzo anche i tifosi.

Superga deve averlo punto nell’orgoglio: la piazza non vuole galleggiare, dice Juric, e un altro campionato di metà classifica difficilmente sarà valutabile alla pari di questo. Il Torino ha comunque fatto una stagione di medio livello, che con un po’ di fortuna e meno errori sarebbe senz’altro andata meglio, di cose buone buone se ne sono viste ma ora c’è bisogno di dare un’ulteriore sterzata al tutto.

Come? Sul mercato, sicuramente, andando a puntellare la squadra con elementi funzionali. Non serve spendere, dice il mister, ma prendere – scovandola come necessità impone – gente funzionale che possa essere lavorata per alzare il livello. Concetti semplici, quasi banali, ma che devono per forza essere riproposti in un ambiente, un contesto in cui troppo spesso ci si dimentica delle sessioni estive monche e dei classici centesimi mancanti per fare l’euro.

Torino-Napoli, condannati da un errore

Poi, la partita. Ancora una volta il Toro paga una sciagura difensiva, posto che il Napoli – per il suo modo di stare in campo – molto spesso ha messo i granata in difficoltà. La capacità di giocare alle spalle dei tre centrali difensivi, solitamente molto alti, ha portato la squadra di Spalletti a pungere con continuità utilizzando i quattro giocatori offensivi tra le linee.

In tal senso, importante è stato il lavoro di Osimhen su Bremer, con il nigeriano che ha sfiancato per tutto il campo il brasiliano togliendogli lucidità negli anticipi e nei contrasti. Sul gol vittoria, è Pobega appena entrato a perdere una palla sanguinosa a centrocampo con la squadra totalmente sbilanciata nel riversarsi verso la trequarti offensiva. Poi Djidji, anche lui fresco e appena mandato dentro al posto del monumentale Izzo, e in parte Berisha fanno il resto.

Il gol di Fabian Ruiz ha chiuso il match, che poteva essere aperto ben prima se lo stesso Berisha non avesse levato dallo specchio un calcio di rigore calciato da Insigne. Ma, complessivamente, non si può dire che ai punti il Napoli non abbia meritato. Peccato per le solite due o tre palle gol sbagliate, ormai consuetudine stagionale, e per non aver battuto una big in casa per dare un senso compiuto all’intera stagione.

Prestazione rivedibile

Oltre Izzo e Berisha, si fa fatica a dare un giudizio positivo sui vari singoli. La difesa ha rischiato poco ma più delle altre volte, il centrocampo a due – composto da due palleggiatori, ma mai veramente coinvolti – non ha inciso, sulle fasce Singo e Vojvoda dovranno essere oggetto di serie riflessioni. Per quanto concerne l’attacco, oltre al solito intelligente Belotti, va sottolineato come i due trequartisti non abbiano mai inciso.

Va da sé che il Gallo difficilmente riesce a mettere una palla per terra, controllandola e andando al dialogo nello stretto, per cui chi gioca a ‘rimorchio’, di fatto, è depotenziato. Male anche i cambi, sia per le scelte che per l’impatto avuto dai nuovi. Insomma, come ha detto anche Juric in chiusura di Torino-Napoli, non si è fatto male ma non nemmeno particolarmente bene.

Andrea Bracco

Andrea Bracco

Cuneese granata e granata cuneese. Tifo Toro e ne parlo, spesso a sproposito, su Youtube.