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Torino-Spezia 2-1: super Lukic, obiettivo 50 punti?

Torino-Spezia finisce 2-1: decisiva la doppietta di Lukic, che regala tre punti all'interno di una buona prestazione

Chiudere a 50 punti è ancora possibile? Non che questa cifra porti in dote chissà quale obiettivo di grande prestigio, ma per la stagione granata significherebbe molto toccare una quota che, da queste parti, non si vede ormai, nemmeno lontanamente, da due anni. Torino-Spezia avvicina ulteriormente la squadra di Juric al numero di cui sopra: ora restano cinque partite per fare almeno 7 punti.

Facili? No. Fattibili? Sì. Simbolicamente, arrivarci significherebbe distaccarsi definitivamente dalla metà bassa della classifica, e anzi magari entrare nelle prime dieci. Magra consolazione, dirà qualcuno. Vero, per certi versi, ma il convento passa questo e, a meno che qualcuno di noi non abbia alternative migliori – che, spoiler, al momento non ci sono -, bisogna farsi andare bene questa minestra.

Torino-Spezia, tante buone notizie

La partita giocata e vinta contro la squadra di Thiago Motta porta in dote tante buone notizie. In primis, ci conferma che la squadra è in un buon momento, sbugiardando tutte le tesi di calo nel finale per quanto attiene alle squadre di Juric. In secondo luogo, c’è stata la prestazione, cosa fondamentale in una stagione di ripartenza. Il Toro ha prodotto tanto, soprattutto nel primo tempo, ed è stato cinico nel chiudere il match durante il miglior momento avversario.

Poi ci sarebbe da sottolineare come non si sia subito praticamente nulla, eccezion fatta per il rigore finale – fischiato fuori recupero: nessuno lo ha fatto notare, lo facciamo qui – e un paio di deboli tentativi dalla distanza. Ultimo, ma non per importanza, c’è da stropicciarsi gli occhi per l’esultanza post 2-0, con tutta la squadra che va a sommergere Juric in un abbraccio collettivo da brividi.

Ci si accontenta, direbbe qualcuno. Si prova a vedere il poco di buono in un contesto, soprattutto societario, in cui di buono c’è poco. Questione di approccio: lamentarsi non ha mai risolto i problemi, essere costruttivi invece aiuta a capire meglio certe dinamiche. Poi ognuno scelga la strada che ritiene più opportuna, ma questa squadra – ed è un dato di fatto – merita rispetto.

Lukic mvp, la crescita del serbo

La doppietta di Sasa Lukic in Torino-Spezia serve per i tre punti ma, soprattutto, per coronare una stagione da occhi a cuoricino per il centrocampista serbo. Ridisegnato centrocampista centrale da Juric, ha risposto benissimo durante tutto l’arco del campionato: contro i liguri prima trasforma perfettamente un calcio di rigore, poi raddoppia con un piatto sinistro imprendibile per Provedel.

In mezzo tanta qualità mixata a sostanza e quantità, corsa e dinamismo, abnegazione e leadership. Lukic è solo uno dei tanti giocatori, tra quelli già presenti in rosa, sui quali il mister ha lavorato a fondo ottenendo un salto di livello impressionante. È stato lo stesso calciatore ad ammetterlo, in un’intervista, dicendo che Juric ha saputo toccare i tasti giusti per rilanciarlo.

Il serbo ora è un elemento imprescindibile e, in estate, non è escluso che addirittura qualche big possa bussare alla porta della Cairo Communication per chiederne notizie.

Seck, la novità: maggio per confermarsi

Torino-Spezia è stata l’occasione per vedere dal primo minuto Demba Seck, schierato titolare sulla trequarti e sotto osservazione per quanto attiene alla possibile conferma in vista della prossima stagione. L’ex Spal ha giocato venti minuti di buon livello, creando scompiglio tra le linee e sfiorando due volte il gol. Poi è calato alla distanza e, nella ripresa, è stato sostituito.

Poco male, perché – seppure grezzo – Seck ha dimostrato di essere plasmabile. Vietati però i facili entusiasmi, come ha precisato Juric, dicendo che il ragazzo sta lavorando bene ma deve migliorare su parecchi fondamentali. Poco dietro di lui Samuele Ricci ha invece messo insieme un’altra prestazione di oggettiva qualità: lui, con Lukic e Zima, si prende la palma di migliore in campo.

In generale però il Torino ha dato buone risposte. L’unico neo, ormai atavico, è la poca precisione in fase realizzativa: si crea tanto ma si segna poco. Il che frustra e ti fa rischiare, perché se al posto di un innocuo Spezia ci fosse stata un’altra squadra, probabilmente i tre punti non sarebbero arrivati. Su questo bisogna òlavorare anche in fase di mercato. Per crescere, migliorare e, in attesa di tempi migliori, essere se non altro una squadra rispettabile.

Andrea Bracco

Andrea Bracco

Cuneese granata e granata cuneese. Tifo Toro e ne parlo, spesso a sproposito, su Youtube.