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Spunti e riflessioni post Bologna-Torino

Non basta una prestazione generosa: troppi errori, Bologna-Torino finisce 0-0

Bologna-Torino, un bel brodino. Concedeteci la rima, un gol solo da spingere dentro a porta vuota. Non come i granata di Juric, che ancora una volta faticano a finalizzare in una stagione che, a livello di concretezza offensiva, lascia decisamente a desiderare. Il Toro è il peggior attacco in trasferta dei top 5 campionati europei, il che non fa onore al lavoro portato avanti dal mister.

Un percorso di identità tattica e sviluppo di mentalità intrapreso dopo un paio di stagioni disastrose, sulle quale il mister sta cercando di costruire qualcosa di diverso. Certo, i risultati a volte non aiutano: al Dall’Ara il Torino ha creato diverse palle gol interessanti, sbagliandole tutte per imprecisione, errori nell’ultimo passaggio o bravura del portiere avversario. E così lo 0-0, a un certo punto, è diventato il naturale epilogo del match.

Bologna-Torino, questione di dettagli

In Bologna-Torino i dettagli hanno fatto la differenza. La squadra è scesa in campo con un paio di defezioni importanti – oltre al lungodegente Praet mancava anche Lukic – e Juric, dopo l’esperimento fallito col Cagliari, ha lasciato fuori Pjaca per alzare Pobega dietro le punte. Il giocatore di proprietà del Milan ha toccato meno palloni solo rispetto a Mandragora, per il resto si è fatto apprezzare per movimenti e tentativi di armare l’attaccante.

Un Belotti spento, sovrastato dalla grinta sudamericana di Medel, che lo ha perso soltanto una volta in cui, comunque, il Gallo non ha saputo pungere. Il 3-4-3 granata si è visto con il passare dei minuti: Pobega largo a destra ha fatto il Praet, Brekalo, avulso dalla manovra, a sinistra ha faticato a ritagliarsi la mattonella giusta per colpire. Quando lo ha fatto, ha preso un palo da posizione favorevolissima.

Sono giornate no, ci può stare, ma come ha detto Juric si può sempre migliorare. E, a proposito di migliori, ancora una volta si è visto quanto Rolando Mandragora sia imprescindibile per la mediana granata. Assieme a Ricci ha giocato tanti palloni, ma lo ha fatto in maniera più efficaci dell’ex Empoli ancora in rodaggio. Le fasce sono un po’ mancate, soprattutto Singo a destra che non riesce a sfruttare in pieno le grandi doti ricevute in dono da Madre Natura.

I numeri della partita

Il Torino ha comunque cercato di fare il match, giocando – come riportato dal sito ufficiale della Lega Serie A – più del doppio dei palloni sulla trequarti avversaria rispetto al Bologna. Ciò non è servito a vincere, ma sottolinea le intenzioni di una squadra che, anche quando è in un periodo di difficoltà, prova a fare la partita. Il baricentro è rimasto medio-alto per tutto l’arco del match, mentre Mihajlovic ha isolato Barrow davanti sperando che il gambiano vincesse qualche duello individuale.

Ma contro Bremer, autore di 11 intercetti, è stato impossibile incidere. Per il resto i numeri rimangono quasi tutti appannaggio della squadra di Juric, il cui limite è rappresentato soltanto dalla scarsa precisione nei passaggi (solo 72% completati, molto pochi). Più tiri, più passaggi, più tocchi nella metà campo avversaria, due parate di Skorupski più un palo. Nonostante ciò, non si è vinto.

A 34 punti si può comunque stare tranquilli, al netto del calendario complicato che vedrà la squadra affrontare tutte avversarie in corsa per qualcosa da qui a fine stagione. Serve una crescita organica, quindi, per raccattare qua e là qualche briciola, anche se l’impressione è che tutti sappiano di poter virtualmente pensare alla prossima stagione senza rischiare pressoché nulla.

Un episodio controverso

In Bologna-Torino non è mancato il solito episodio arbitrale da segnalare. Un episodio grave, che dovrebbe portare a decisioni pesanti da parte dell’AIA ma che, come ben sappiamo, verrà nascosto e risolto a tarallucci e vino. Verso la metà del primo tempo il protiere del Bologna ha toccato vicino a sé una rimessa dal fondo, che Medel ha bloccato con le mani pur con il pallone già in gioco.

Sarebbe stato rigore con cartellino annesso, ma nessuno se n’è accorto. Se conosciamo ormai il livello dei nostri arbitri, ingiustificabile è il fatto che nessuno dei calciatori del Torino abbia protestato. Nemmeno Belotti, l’unico ad essersi accorto della cosa, ha proferito parola, limitandosi ad allargare le braccia sconsolato alla sua maniera. Mihajlovic nel postpartita ammetterà l’errore, Juric confesserà che il quarto uomo gli ha consigliato di protestare, ma nessuno ha fatto nulla.

E allora sapete che c’è? Che ci sta bene, perché nel momento in cui alla società e ai protagonisti in campo in primis non importa nulla, significa che chiuqneu è giustificato a trattare il Torino in questo modo. Noi siamo signori, sempre zitti e accomodanti. E questo genere di personaggi qui, nel calcio, si sa benissimo che fine fanno.

Andrea Bracco

Andrea Bracco

Cuneese granata e granata cuneese. Tifo Toro e ne parlo, spesso a sproposito, su Youtube.