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Spunti e riflessioni dopo Udinese-Torino

Udinese-Torino, ovvero come rendere indigesto il tardo pomeriggio domenicale a un tifoso granata. Probabilmente ci si è sentiti così, al minuto 96 del match giocato alla Dacia Arena, quando Pussetto su rigore ha chiuso definitivamente una delle peggiori partite stagionali del Toro. Peggiori, sì, per approccio, sviluppo, impatto emotivo e, ovviamente, risultato. Che, precisiamolo, come molte volte si è detto quest’anno è l’ultima cosa da tenere in conto, a patto che parallelamente si costruisca qualcosa.

Da questo punto di vista il Torino è comunque avanti e non sarà una sconfitta di questo tipo a cambiare l’inerzia stagionale, ma perdere non fa mai bene al morale e la squadra, adesso, deve rimettersi subito in piedi per preparare la sfida a un agguerrito Venezia, che arriverà allo stadio Olimpico Grande Torino alla ricerca disperata di punti salvezza. Serviranno un’altra testa e un’altra determinazione, ma – nonostante tutto – è vietato fare drammi perché la classifica, fortunatamente, dice che qualche schiaffo educativo il Toro se lo può permettere.

Udinese-Torino: una serata storta

Diciamolo subito: in Udinese-Torino non ha funzionato assolutamente nulla. Merito, in primis, dell’avversario, con mister Cioffi che ha preparato molto bene il piano partita bloccando tutte le maggiori fonti di pericolosità dei granata, arginando il potenziale sulle fasce e annullando, con raddoppi costanti e letture difensive perfette, ogni movimento dei due trequartisti, isolati e resi innocui da una perfetta occupazione degli spazi.

C’è da dire che giocare così, senza offesa per nessuno, è semplice: aspettare con un blocco basso e sperare che Beto sia in serata è una strategia da squadra alla ricerca di punti per la tranquillità, e non da team che in rosa ha diversi elementi tecnici in grado di alzare la qualità, se sfruttati a dovere.

Va da sé che alla fine chi vince ha ragione: Cioffi, nel postpartita, ha sottolineato come la squadra fosse consapevole di dover affrontare un’avversaria pericolosa, regolandosi così di conseguenza.

E, in effetti, l’Udinese ha concesso meno del solito, complice anche un Torino abulico e offensivamente innocuo, capace di accendersi tre volte sugli esterni e creando altrettanti presupposti per colpire. Poco, troppo poco per pensare di poterla addirittura vincere se poi, di riflesso, si considerano le tante ripartenze concesse e sprecate dai friulani. Ed è così che, come spesso accade, una partita da 0-0 scritto si risolve con due episodi, entrambi da piazzato. E, ancora una volta, a rimetterci è stato il Toro.

Il fattore Milinkovic-Savic

Inutile dire che in partite così bloccate la differenza la fanno i dettagli. Dettagli sfavorevoli al Torino e impersonificati dalla serata no di Vanja Milinkovic-Savic. I peana per il portiere serbo si sono sprecati, perché il tifo è di base non razionale, ma a parte un fisico oggettivamente dominante – che comunque non gli consente di coprire con efficacia l’intero specchio della porta – e un rilancio utile a sfruttare le seconde palle in zona offensiva, il serbo ha poco del portiere affidabile.

La sua stagione è stata parzialmente salvata da una tenuta difensiva super, costruita mattone dopo mattone da Juric, ma la realtà oggettiva è rappresentata da dati indiscutibili, che vedono Vanja uno dei portieri in percentuale più battuti nonché uno degli estremi difensori con meno parate effettuate in questa Serie A.

Sempre colpa sua? No. Va linciato? No. Ha dei limiti? Sì. Andrebbe messo finalmente in discussione? Ovviamente sì. E qui è l’allenatore a doversi prendere la responsabilità di farlo, visto che in passato lo stesso Juric – pur esprimendo perplessità tecniche – ha garantito per lui.

Ogni volta che vediamo – o vedremo, anche se ovviamente speriamo di no – errori marchiani tipo quelli di Udine, la responsabilità sarà anche dell’allenatore, che da questo orecchio pare non volerci proprio sentire. Se invece il discorso riguarda il fatto che nel Toro non c’è un solo portiere affidabile, beh, citofonare al signor Vagnati Davide.

Un Torino depotenziato

Al netto degli errori gravi ed evidenti di Milinkovic-Savic, però, c’è stata un’Udinese-Torino che come detto l’Udinese ha interpretato tatticamente molto bene. Arginare le folate di Singo è stata la missione principale di Cioffi, consapevole del buon momento dell’ivoriano.

A destra il Toro ha predicato nel deserto, tanto che le poche volte in cui Praet riusciva a ricevere palla tra le linee non vi erano mai sovrapposizioni alle sue spalle. Così il belga, come capitato anche a Brekalo sull’out opposto, era costretto ad alleggerimenti indietro permettendo ai bianconeri di risistemarsi.

Vojvoda ha avuto due palle pulite per colpire e le ha sbagliate, ma la cosa peggiore è come ha interpretato la fase difensiva, costringendo spesso Ricardo Rodriguez a farsi prendere in mezzo agli avversari in superiorità numerica.

In mediana hanno inciso l’inferiorità numerica e un dominio fisico da parte friulana netto e oggettivo, tanta corsa e dinamismo, oltre a una capacità di recupero palla con verticalizzazioni efficaci che, contro una squadra dal baricentro medio-alto, rappresentano una buona strategia.

Ma il Toro non c’era proprio con la testa, basti pensare a come Mandragora ha preso la prima ammonizione, spendendo un fallo di frustrazione dopo una palla persa con annessa ripartenza nata dall’ennesimo, stupido e inutile calcio d’angolo battuto corto.

E sui cambi non c’è molto da dire: i giocatori sono quelli. Juric, dalla tribuna, ha tentato una ‘magata’ alla Gasperini, arretrando Lukic da terzo di destra per provare a dare più soluzioni in costruzione, ma per il resto la panchina – Pobega a parte – non offriva grandi alternative.

Poi Molina e Pussetto hanno completato l’opera e Udinese-Torino è finita 2-0. Giusto pensare a cosa è andato storto, tassativo capire come tornare sulla retta via, vietatissimo fare psicodrammi. La squadra è ancora in grande credito e merita fiducia.

Andrea Bracco

Andrea Bracco

Cuneese granata e granata cuneese. Tifo Toro e ne parlo, spesso a sproposito, su Youtube.