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Torneremo Stadio, la Lazio mantiene amaro l’Olimpico

Continuano gli appuntamenti di Torneremo Stadio. L'Olimpico di Roma è teatro di una sfida contro la Lazio che vede i Granata svegliarsi tardi.

La storia di oggi mi riporta a un pomeriggio freddo ma soleggiato di esattamente 30 anni fa. Lo stadio Olimpico di Roma mi vede ormai presente da parecchi anni e soprattutto quando gioca il Toro io non manco mai. La squadra che in questa stagione il saggio Emiliano Mondonico porterà alla finale di Coppa Uefa si trova ad un 3° posto finale meritatissimo. Non perde dall’8 dicembre, 2-0 a San Siro contro la corazzata Milan dei mitici olandesi che alla fine vinceranno anche il campionato. Quindi arriviamo a Roma contro la Lazio pieni di buone speranze, anche se io so che questo stadio per i colori granata, sia contro i biancocelesti che coi giallorossi, non è stato mai foriero di successi. La Lazio, che ha in panchina Dino Zoff, viene da trasferte con risultati altalenanti e due sconfitte, mentre in casa non sbaglia quasi mai un colpo.

La nostra forza è un gruppo straordinario. La loro il fatto di avere, soprattutto davanti, alcuni giocatori molto bravi come Doll, Riedle e Sosa. All’andata ci hanno già beffato (0-1) e non meritavamo affatto di perderla. Sarà sicuramente una partita dura ma esaltante.

Lazio, un gemellaggio disintegrato

Noi di Civitavecchia si parte in macchina, come sempre quando si tratta dell’Olimpico di Roma. Zaino, panini, sciarpe e tanta voglia di urlare TORO! Chiaramente il mio posto allo stadio è insieme agli altri granata, in quello spicchio di distinti ospiti bersagliato da cori e insulti. E si, perché quel gemellaggio nato qualche anno prima tra Eagles Supporters e i nostri Granata Korps è finito la scorsa stagione a Torino, nella prima giornata di campionato di A dopo la promozione con Fascetti (ero presente anche li), quando al primo coro “Toro Toro” degli Eagles saliti a Torino, aveva risposto un timido “Lazio Lazio” dei Korps. Gli Ultras e gli altri, non proprio più entusiasti di questo gemellaggio, tentarono di farlo “capire” ai Korps intonando un bel “Lazio Lazio vaff…” e a quel punto, in tono di sfida, la Maratona si apri letteralmente in due tronconi, lasciando un gran buco al centro, dove le due “compagini” se le diedero di santa ragione per qualche minuto. Il risultato finale fu a favore di chi non voleva che quel gemellaggio continuasse e a quel punto, fu tutta la curva Maratona a intonare quel “Lazio Lazio Vaff…” mettendo la parola fine a quell’idillio.

Ne conviene che oggi, 2 febbraio 1992, non è che i tifosi laziali ci aspettino per deporre l’ascia di guerra. Anzi, al nostro ingresso nei distinti, il loro secondo coro, dopo il primo “Toro Toro Vaff…” è inaspettatamente “Serie B Serie B”, detto a noi da una tifoseria che, finora, la B la conosciuta molto meglio di noi, ma tant’è si comincia.

L’inizio convince poco

La Lazio attacca assai e i nostri sembrano ancora in albergo. Il primo tempo sembra loro. Si contano alcune palle gol laziali con Marchegiani e la difesa messi in difficoltà. Soprattutto Doll, Riedle e Sosa, danno molto da fare ai nostri. Noi, oggi privi di Casagrande, abbiamo Policano a fare da punta aggiunta, a correre la davanti a sinistra ad aiutare Lentini e Bresciani, ed il primo tempo Rambo è il più pericoloso dei nostri anche se con scarso successo. Doll invece è un indemoniato e non si tiene. A turno, Venturin, Fusi e Annoni fanno fatica su di lui.

Ed infatti arriva il gol

E alla fine arriva il gol. È proprio Doll ad involarsi in area, con Marchegiani che non può far altro che stenderlo. Batte Ruben Sosa ed è l’1-0 al 28’. La Lazio però a questo punto ci lascia spazio. Salgono in cattedra Scifo e Martin Vazquez e la musica cambia. E proprio da un corner dello spagnolo che Policano alza la palla per Annoni che la schiaccia in porta di testa per l’1-1 al 39’. È bolgia, come al solito. Cominciamo a battere sui vetri divisori dell’Olimpico per farci sentire e salutare gli ex gemellati con gesti di “simpatica” soddisfazione. Sono quasi convinto che nel secondo tempo gliene possiamo fare pure un altro a sti laziali. Non faccio in tempo a finire la frase che Sclosa (si, proprio lui, ex cuore granata) tira una sassata dal limite dell’area sotto l’incrocio alla destra di Marchegiani. Neanche Spiderman l’avrebbe presa. Pronti via, Bresciani e Policano si mangiano il gol del 2-2 soli davanti a Fiori. Che jella! Si rigalvanizzano i laziali, torniamo nello sconforto noi. Ma che cavolo, proprio nel nostro momento migliore.

Tra il primo e secondo tempo, i laziali ci rinominano le nostre origini urlandoci “bastardi” e dandoci dei figli di madre ignota. Stranamente, anche qui, dimenticando le loro origini pecorare.

La svolta nel secondo tempo!

Il secondo tempo, come speravamo, è un altro Toro. La squadra sale e crea. Si nota la nostra organizzazione del bravo Mondo, ma stranamente alcuni escono un po’ dai radar. Su tutti Lentini, fresco convocato in Nazionale, che oggi non incide come in altre gare. Sulla fascia non la vede, e allora si sposta più al centro, dove però le sue classiche sgroppate trovano intasamento e vengono fermate ancora prima di cominciare. Bresciani invece, insieme a Cravero, Scifo e Martin Vazquez, fanno bene e si vede. Dopo pochi minuti un lancio rasoterra del Capitano, affetta in due la difesa laziale mettendo Bresciani solo davanti a Fiori. Altro non può fare il portiere laziale che uscire appena fuori area per fermarlo, ma tocca la palla con la mano e l’arbitro deve espellerlo. E andiamo! E’ l’ora di riprenderla sta partita!

Passando altri pochi minuti, Scifo fa un’azione stupenda, finta di allargarsi a sinistra e infila la palla dentro l’area per un liberissimo Bresciani. Giorgio segna! Urliamo di gioia! Che azione! Che gol! Ma qualcuno dice: ha fischiato fuorigioco. Fuorigioco? Ma dove? Ma quando lo ha visto il fuorigioco? Dio che rabbia! (E anche riviste poi a casa, le immagini confermeranno che non esisteva il fuorigioco). Ma non è finita qui. Il Toro attacca a testa bassa con la Lazio in inferiorità numerica che ora si difende anche con gli attaccanti in area. Non manca molto e c’è un fallo in area di due difensori laziali su Policano. Lo vediamo tutti pure da 50 metri di distanza ma Boggi da Salerno no! Lui, l’arbitro oggi è ciecato dalle maglie biancocelesti.

Lazio, Un finale amaro

Si finisce così smadonnando. Una partita che non meritavamo di perdere e che potevamo vincere. E ci tocca pure aspettare, un’ora qua dentro, che escano tutti i laziali dall’Olimpico che ci prendono per il didietro. Mamma mia che odio! Lo faccio partire io il coro porca zozza! “Lazio Lazio Vaff…!!!”. Domani ragazzi, in giro mi tocca sentirli a me i laziali, mica a voi che tornate a Torino.

Ma qui io e qualcun altro, siamo pure di casa praticamente. E prima di tornare a Civitavecchia che si fa? Non te la vai comunque a mangiare una pizza coi Fedelissimi di Roma? Ma si, ma che ci frega. Siamo del Toro, mica della lazzie. E alla fine della stagione noi arriveremo lontano, molto più lontano di loro, fino ad Amsterdam.

Carlo Junior

Carlo Junior

Classe 1969, Granata a Roma, quando tutti bramavano Pruzzo io sognavo Pupi. Con Francesco vogliamo Tornare Così tutti i lunedì.