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Belotti, il paradosso della Mascotte

Belotti è l’icona del Toro anni ‘10. Un faro in una notte fin troppo scura la cui luce sembra diventare ogni giorno più fioca.

Andrea Belotti è in fase calante. Per quanto lo si voglia proteggere in nome dell’appartenenza, la flessione è ad oggi un fatto supportato dai dati. Meno gol, meno movimento, meno falli conquistati, meno rendimento in generale: l’analisi è freddissima, acritica, ma terribilmente vera. Il numero 9, Capitano, non è fondamentale e probabilmente nemmeno indispensabile.

Belotti l’intoccabile

Muovere una critica a Belotti è comunque un esercizio complicato almeno quanto dire alla propria amata (o amato) che lo si trova ingrassato: ci vuole coraggio, sai già che ti aspetta una tempesta di Merda e così si preferisce non farlo. Perché biasimare il Gallo se si conosce quanto ci ha dato? Perché pungere colui che, a suon di gol, ha tenuto a galla il Toro?

Perdere l’amore

Tanti sono i perché avversativi quanto pochi, se non pochissimi, gli spiragli di puntura. Tuttavia, ne basta uno per favorire l’antitesi, ed è figlio del Dato di cui sopra. Che pensare se un giorno l’amore per Belotti superi la reale motivazione per cui lo si è amato? Amare perché è Lui, in modo acritico, giustificandone in ogni caso brutture, inciampi e quant’altro, magari rende tifosi moralmente migliori, ma di certo dimostrerebbe miopia sportiva. Perché per quanto bandiera si possa essere, se questa rimane floscia sta bene solo in un cassetto. 

Così, si arriva ad un paradosso. Belotti ad ogni costo o Belotti come ci ha fatto innamorare? Io di dubbi non ne ho, e perciò mi sento di muovere critiche argomentate, anche forti, acide, inappropriate per tanti. Perché un “ad ogni costo” lo renderebbe una mascotte, un elemento secondario a cui guardare con quello sguardo simpatetico ed anche un po’ meschino del difendere a prescindere.

Tutto cambi affinché nulla cambi

Sarebbe ipocrita non riconoscere a noi stessi come tifosi che l’amore per Il Gallo nasca dai suoi gol, dal suo piglio battagliero, dal suo essere un esempio positivo per chi vive il Toro. Se non ci fossero stati è un interrogativo che non mi pongo, ma se non ci fossero più è un avvenire che invece ritengo di dover considerare. E io di vivere un’amore che non esiste se non in un ricordo sbiadito ogni giorno di più proprio non ne ho intenzione.

Senza dilungarmi oltre, è facile intuire in queste righe cosa desideri io per Belotti. Che sia permanenza, lunga se non lunghissima, che mi faccia innamorare di lui come la prima volta. Altrimenti, se amore non tornerà più, che ci si saluti senza rimpianti.

El Diretur

El Diretur

Fonda Radio Granata insieme con Giacomo Corongiu, la fa crescere insieme con Alberto Castino e dal 2020 si ritrova con in mano un mostro demenziale ma amato da tutti. Odia Cairo tanto quanto odia quelli che si credono oltre al Toro.

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