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Alexey Miranchuk in una posa ammiccante.

Miranchuk, un elemento per consolidare

Con Praet, Brekalo e Pjaca rotti ad alternanza, Linetty appena presentabile e Verdi disgraziato, la trequarti granata cerca un nome nuovo.

Alexey Miranchuk è il nome caldo delle ultime ore. Sarà la nostalgia dell’estate, sarà che il mercato è il miglior modo per sognare, ma c’è già un gran vociare sul prossimo acquisto del Toro. Le nostri fonti sono sicure: sarà il russo ex Spartak Mosca. Io ci credo poco, ma nel dubbio vediamo di chi si tratta.

KS, non X

Aleksey Miranchuk (non Alexey come precedentemente inserito) è un trequartista russo classe 1995 con un eccellente passato in madrepatria e giunto alla corte bergamasca via Sartori a settembre 2020. Dicono di lui essere un duttile del fronte offensivo, in grado di giocare sia come punta che dietro le punte, a uno, due o tre giocatori. È mancino, ma taglia dentro ed ama dunque giocare sulla destra, come Cerci.

Ma quanto era gasante Cerci?!

Miranchuk a Bergamo

A Bergamo viene accolto tiepidamente: forte si, ma non un crack in grado di spostare gli equilibri. Così gli viene sovente preferito l’ucraino Malinovskyj, molto simile fisicamente ma decisamente più intraprendente dal punto di vista tattico. In campionato fa segnare 25 presenze, ma solo 662 minuti in campo, di cui solo 267 da titolare. Un po’ pochi, soprattutto se teniamo conto che non ha mai giocato per 90′.

Quest’anno non va meglio, con sole 6 presenze e 180 minuti giocati. Così, una notifica di giocatore scontento pare essere inevitabile.

Il Russo al Toro. Perché sì?

Sebbene Sartori ha cercato di esprimere fiducia nel giocatore (che per l’Atalanta è di fatto una riserva di lusso, pertanto da tenere), lo stesso cerca una ribalta maggiore, per dimostrare che i 2 gol e i 4 assist sono pochi solo in virtù del poco minutaggio. Ed il Toro, che dei trequartisti ha bisogno, può essere la soluzione giusta. Forse.

Tralasciando i fattori tattici (giocatore un po’ leggerino, elemento poco desiderabile nel gioco di Juric), Miranchuk sarebbe il giusto passo verso il consolidamento del reparto più importante, colpito peraltro da una serie di infortuni che proprio guarda era impossibile aspettarsi. Vero?

Rinunciare a tempi alterni a Pjaca, Brekalo e Praet ha dimostrato in modo forte le lacune che il gioco ha senza questi elementi. Manca qualità, e non solo sulla trequarti. Introdurre elementi di qualità, anche se non mondiale, in luogo a personaggi di dubbi natura, è fondamentale, perché si potrebbe giocare anche con le seconde linee senza paura di vedere degli elementi inenarrabili distruggerci il fegato. Anzi, si potrebbe guardare in panchina con la fiducia di chi vanta di poter avere quattro elementi intercambiabili tra loro, cosa mai successa in questa balorda era Cairo.

Ora non resta che dare spazio alle congetture. Obbligo di riscatto tra 18 mesi, ma ricordo a tutti che siamo a novembre e che gli unici movimenti concreti, al momento, sono quelli delle caldarroste.

El Diretur

El Diretur

Fonda Radio Granata insieme con Giacomo Corongiu, la fa crescere insieme con Alberto Castino e dal 2020 si ritrova con in mano un mostro demenziale ma amato da tutti. Disprezza l'operato di Cairo tanto quanto rifiuta quelli che si credono oltre al Toro.